Gregory Pardlo e la poesia dei quartieri

Penso di essere dalla parte sbagliata del quartiere. Sono abbastanza sicuro di rappresentare il nemico per chi, come il poeta Gregory Pardlo, vive a Bed-Stuy da prima che il termine “gentrificazione” entrasse nel vocabolario popolare portando con sé quel velo di inquietudine di chi dalle finestre vede il panorama cambiare. Pardlo, nel 2010, ha scritto il suo secondo libro, intitolatoDigest e pubblicato, dopo un paio d’anni e un’avventura editoriale tristemente tipica passata attraverso il rifiuto da parte degli editori più importanti, da Four Way Books in poco più di un migliaio di copie. Quello che ci si sente rispondere oggi, chiedendo quel libro che fino a una settimana fa faceva polvere tra gli scaffali delle sezioni di poesia delle librerie di New York, ricade tra queste variazioni sul tema:

«È finito, mi spiace»
«Non ne ho più nemmeno una copia»
«Terminato»
«Dovevate cercarlo prima, stavamo per rimandarlo indietro»
«Oh, no! Non di nuovo!».

[Continua a leggere su L’Espresso]

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