Una biografia in cinque punti

Vediamo, ci sono cose che sapevo e altre che non sapevo. Ma a conti fatti — lo scrivo immediatamente nelle prime righe per non lasciare dubbi e perché chi fosse interessato all’opinione vera e propria possa fare a meno di leggere il resto — le cose che sapevo sono più di quelle che non sapevo. Il che potrebbe voler dire molto se stessimo parlando della biografia di qualsiasi altro scrittore (ma non di uno scrittore qualsiasi, pensate a Truman Capote di Plimpton (Garzanti, 2014 tradotto da Alba Bariffi), ad esempio: un libro eccezionale ed eccezionalmente costruito, ma non rivoluzionario dal punto di vista dei fatti), ma che in questo caso non significa assolutamente niente. Dato per assodato che l’essenza di Philip Roth è materia inarrivabile, nascosta sotto decine di strati di finzione, l’obbiettivo dichiarato di Roth scatenato, prima biografia ufficiale* scritta da Claudia Roth Pierpont (Einaudi, 2015 per la traduzione di Anna Rusconi), è quello di stabilire “in definitiva” chi è Roth e possibilmente farlo raccontare da lui. Mica facile.

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