Storia della famiglia Singer

Ci sono storie che somigliano ai blocchi di marmo del tempio grande di Varsavia. Mastodontiche e stabili solo nei ricordi, in realtà sgretolate. Triturate e rase al suolo dal corso degli eventi. Sono storie che cominciano da qualche parte oltre il confine polacco all’epoca dello Zar, in uno Stetl di poche case fragili, costruite sulla certezza delle attese lunghe e delle fughe improvvise, e poi si spargono per il mondo. Berlino, Amsterdam, Londra, New York. Resistono nei racconti, nelle infinite ore di ricostruzione delle parentele, nelle testimonianze e nei commenti, nello studio perpetuo che è il tentativo di tenere insieme i destini spaiati dei protagonisti. Ricordano le vicende del popolo di cui fanno parte: hanno un’origine ma nessuno potrebbe dire con certezza quale sia, parlano una lingua che si somiglia ma che non è mai la stessa, sono state ovunque ma senza sentirsi mai a casa.

Quella della famiglia Singer è un insieme di studiosi e scrittori, uomini onesti, come si dice. Comincia in un villaggio chiamatoBilgoray, dove viveva un rabbino di nome Pichas Mendl Zinger, patriarca di una dinastia destinata a spezzarsi diverse volte prima di ritrovarsi e ricomporsi parzialmente solo per mettere insieme quanta memoria bastasse a non farla perdere di nuovo, e poi si sposta a Varsavia. Rav Zinger era sposato con Basheva Zylberman, il cui nome sarebbe rimasto in quello del suo erede più famoso: Isaac Bashevis Singer.

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